La tradizione

TABA è una parola dell’antica lingua osco-sannita e significa montagna, monte.

Da questa parola deriva il nome del Monte Taburno, la vetta più alta (1394 metri) dell’omonimo massiccio calcareo situato nella provincia di Benevento.

Alle pendici e ai piedi di questo monte sorgono distese di viti e di uliveti che consentono la produzione di vini ed oli di eccellenza, che si stanno imponendo sempre più sul mercato italiano ed estero, grazie a disciplinari severi che indirizzano la produzione verso una qualità sempre maggiore.

Nel caso del vino il Taburno ha una coppia di ‘regnanti’: il ‘re’ Aglianico e la ‘regina’ Falanghina. Un vino rosso ed un vino bianco dai gusti ricchi si sfumature, proprie di una passione plurimillenaria per la vinificazione. Processi che sulla TABA (la montagna) hanno saputo perfezionarsi nel corso dei secoli collaudando metodi impeccabili di vendemmia e produzione del vino.

Ma questa oasi di pace e salubrità non è solo la patria di Aglianico e Falanghina. Si vinificano vari tipi di uve (che arrivano anche da zone limitrofe) e si producono altri vini di qualità.

Sulle pendici del massiccio del Taburno, dove il binomio economia-vino va a braccetto, in località Torrecuso (monte Pentime, 1168 metri), nascono i vini a marchio TABA.

Cosa sarebbe d’altronde il Sannio Beneventano senza vino? 

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